TAR Salerno – sentenza n. 1/2019 del 2/1/2019 (opere interne ed esterne a un capannone produttivo)

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Autorità:-- TAR Salerno

Data:-- 2/1/2019 -------------- Numero: -- 1 -------------- Sede: -------------- Salerno

Relatore:-- Paolo Severini ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Paolo Severini

Premassima:

Massima:
  1. Una “struttura bipiano in blocchi di laterizio, autoportanti per il piano terra ed in gas beton per il primo piano”, realizzata all’interno di una porzione di capannone, adibita ad officina meccanica, destinata ad uffici e deposito, collegati tramite una scala in ferro, è riconducibile all’art. 6, co. 2, lett. e-bis) d.P.R. 380/2001, trattandosi di “modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio d’impresa sempre che non riguardino le parti strutturali (…)”, per le quali non era richiesto alcun titolo edilizio, risultando sufficiente una mera comunicazione
  2. Due containers in materiale metallico”, “di modeste dimensioni”, installati all’esterno, non rientrano tra gli interventi d’edilizia libera, ex art. 3 – co. 1 – lett. e.6 del d.P.R. 380/2001 (in quanto di volume inferiore al 20% dell’immobile principale), né ex art. 6 – co. 1 – lett. e-bis del medesimo d. P. R.
  3. La realizzazione di un “box-container”, stabilmente appoggiato al terreno, pur nella precarietà dei materiali e se destinato a svolgere funzione pertinenziale, costituisce permanente alterazione del terreno ai fini urbanistico-edilizi e richiede, pertanto, il rilascio del titolo edilizio” (T. A. R. Toscana, Sez. III, 28/02/2012, n. 391).
  4. L’eliminazione e gli spostamenti di tramezzature, con conseguente diversa distribuzione degli ambienti interni, costituisce attività di manutenzione straordinaria assoggettata al semplice regime della comunicazione di inizio lavori, purché si tratti di interventi che non coinvolgano le parti strutturali dell’edificio. In tali ipotesi, pertanto, l’omessa comunicazione non può giustificare l’adozione della sanzione demolitoria che presuppone la realizzazione dell’opera senza il prescritto titolo abilitativo; qualora invece questo stesso intervento interessi parti strutturali del fabbricato, la disciplina applicabile è quella della scia e, in mancanza di questa, può essere irrogata la sola sanzione pecuniaria”.
  5. Deve considerarsi “urbanisticamente rilevante” solo quel mutamento di destinazione d’uso, “tale da comportare l’assegnazione dell’immobile o dell’unità immobiliare considerati ad una diversa categoria funzionale tra quelle sotto elencate: a) residenziale; a-bis) turistico – ricettiva; b) produttiva e direzionale; c) commerciale; d) rurale”: il cambio di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante, cioè, è solo quello che comporta il passaggio tra l’una e l’altra delle  quattro categorie, funzionalmente autonome, indicate dalla citata disposizione, indipendentemente dalla realizzazione o meno di opere; e, nella specie, la destinazione a centro di emodialisi – stante l’assimilazione ad attività industriale – non comporta alcun passaggio tra due categorie, diverse tra loro.


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