27/10/2003 2172 Bologna T.A.R. per l’Emilia Romagna

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Autorità:-- T.A.R. per l'Emilia Romagna

Data:-- 27/10/2003 -------------- Numero: -- 2172 -------------- Sede: -------------- Bologna

Relatore:-- Perricone ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Testori

Premassima:

Superstandards



Massima:
  1. I superstandards costituiscono dotazione di aree per standards considerevolmente superiore rispetto alla quantità minima di cui alla L.R. 47/1978 e s.m., calcolata in relazione alle funzioni realmente insediate, attraverso i quali una parte più o meno consistente delle aree disciplinate da ciascuna delle schede di progetto viene sottratta alla disponibilità dei proprietari e destinata non a soddisfare esigenze collegate alle funzioni effettivamente insediate nelle aree in questione (a ciò si provvede attraverso il reperimento di una dotazione apposita), bensì a far fronte a una situazione deficitaria e, quindi, a corrispondere ad esigenze del territorio comunale nel suo complesso.
  2. L’indice territoriale va calcolato senza tener conto delle aree destinate a superstandards. Questi, infatti, sono destinati a servire non la zona in cui si inseriscono, bensì il territorio comunale nel suo complesso; essi restano “neutri” rispetto alla medesima zona e, in quanto tali, non sono assoggettabili alla pianificazione finalizzata a dare attuazione alle potenzialità edificatorie della zona ; manca, in sostanza, qualsiasi collegamento funzionale tra le aree in questione e la restante parte dei suoli perimetrati nella scheda, che risultano gli unici suscettibili di essere disciplinati da un apposito piano particolareggiato; solo rispetto a questi ultimi, dunque, va calcolato l’indice territoriale e, così operando, tale indice è, nel caso di specie, largamente superiore a quello indicato nell’art. 38, ultimo comma, L.R. n. 47/1978, a mente del quale, nelle zone territoriali omogenee C, l’indice territoriale previsto dal piano regolatore generale non dovrà essere inferiore a 0,75 mc/mq o a 0,25 mq/mq.
  3. La previsione relativa ai superstandards non introduce vincoli di inedificabilità assoluta sull’area, alla quale viene in ogni caso riconosciuta una seppur limitata vocazione edificatoria realizzabile dai privati. (Nel caso di specie, i privati, per poter edificare una superficie utile di 5.000 mq., dovrebbero cedere gratuitamente al Comune circa 35.000 mq.).


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