22/06/2000 3525 Roma Consiglio di Stato

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Autorità:-- Consiglio di Stato

Data:-- 22/06/2000 -------------- Numero: -- 3525 -------------- Sede: -------------- Roma

Relatore:-- Lipari ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Rosa

Premassima:

Concessione edilizia e diritti reali di terzi



Massima:
  1. Nel procedimento di rilascio della concessione edilizia l’amministrazione ha il potere di verificare l’esistenza, in capo al richiedente, di un idoneo titolo di godimento sull’immobile, interessato dal progetto di trasformazione urbanistica. Si tratta di un’attività istruttoria che non è diretta, in via principale, a risolvere i conflitti di interesse tra le parti private in ordine all’assetto proprietario degli immobili interessati, ma che risulta finalizzata, più semplicemente, ad accertare il requisito della legittimazione soggettiva del richiedente attraverso l’esame del titolo di godimento, che non costituisce una sorta di eccezionale intrusione in un ambito privatistico, ma rappresenta la coerente applicazione del principio secondo cui l’autorità pubblica deve sempre verificare la legittimazione del soggetto che propone un’istanza. Assentire la realizzazione di opere edilizie a soggetti certamente privi del necessario titolo di godimento sull’immobile significherebbe alimentare il contenzioso tra le parti, con grave danno anche per l’interesse pubblico all’armonico sviluppo dell’attività di trasformazione urbanistica.
  2. Pur se il rilascio della concessione avviene salvi i diritti dei terzi, il comune e’ tenuto a verificare l’esistenza del titolo e – in mancanza di prova di quest’ultimo – legittimamente nega il rilascio della concessione (Consiglio Stato, Sez. V, 3 settembre 1985 n. 279).
  3. Non può gravare sull’amministrazione l’onere probatorio di appurare l’inesistenza di servitù o di altri vincoli reali che incidono, limitandola, sull’attitudine edificatoria dell’immobile, trattandosi di attività istruttoria eccessivamente difficile e lunga. Peraltro, qualora sia acquisita la prova della esistenza di servitù di non edificare (totale o parziale), gravanti sull’immobile oggetto della richiesta di concessione edilizia, l’amministrazione ha l’obbligo di valutare tale elemento ai fini del diniego del provvedimento. Infatti, la servitù costituisce un peso imposto al fondo che conforma, limitandolo, il diritto di proprietà del titolare, anche in relazione alla pretesa edificatoria vantata nei confronti della amministrazione. Al contrario, in mancanza di adeguati elementi istruttori, ritualmente acquisiti nel corso del procedimento, la concessione edilizia è legittimamente rilasciata, ancorché sia accertata, successivamente, l’esistenza di vincoli gravanti sulla proprietà del concessionario.


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