30/12/2006 8262 Roma Consiglio di Stato

Benvenuto
Autorità:-- Consiglio di Stato

Data:-- 30/12/2006 -------------- Numero: -- 8262 -------------- Sede: -------------- Roma

Relatore:-- De Felice ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Paolo Salvatore

Premassima:

Condono edilizio e diritti dei terzi



Massima:
  • La rilevanza giuridica della concessione edilizia (e quindi della concessione in sanatoria o cosiddetto condono) si esaurisce nell’ambito del rapporto pubblicistico tra comune e privato richiedente, senza estendersi ai rapporti tra privati. La concessione così come il condono sono rilasciati sempre con salvezza dei diritti dei terzi, mentre il conflitto tra proprietari, interessati in senso opposto alla costruzione, va risolto in base al raffronto tra le caratteristiche dell’opera e le norme edilizie che la disciplinano, ai sensi dell’art. 871 codice civile. Pertanto, il condono edilizio interessa i rapporti fra la p.a. e il privato costruttore, che può fruirne anche se l’edificio abusivo violi le norme sulle distanze legali. Restano però naturalmente illesi i diritti dei terzi che possono far valere la violazione delle norme suddette e chiedere il risarcimento dei danni o la demolizione delle opere abusive (Cons. Stato sez IV 16 ottobre 1998, n. 1306).
  • La sanatoria di un’opera eseguita abusivamente, o comunque in modo contrario alle norme urbanistiche, non fa sorgere alcun diritto nei confronti dei terzi in colui che ha ottenuto detto condono, che ha effetti solo di carattere amministrativo o penale; pertanto, se l’opera contraria a norme urbanistiche lede diritti soggettivi di terzi, questi ben possono farli valere giudizialmente e pertanto i diritti dei terzi costituiscono un limite per così dire esterno alla concessione del titolo abilitativo.
  • L’amministrazione, nel concedere il titolo abilitativo, deve porsi, nei limiti in cui le sia possibile, altresì la esistenza di limiti (per così dire, interni), derivanti dalla esistenza di diritti soggettivi dei terzi alla distanza legale (a fortiori, se accertati giudizialmente). In tema di proprietà, l’obbligo di rispettare le distanze legali – previste dagli strumenti urbanistici per le costruzioni legittime non soltanto a tutela dei proprietari frontisti ma anche per finalità di pubblico interesse – deve essere osservato a maggior ragione nel caso di costruzioni abusive, anche se sia intervenuta la relativa sanatoria amministrativa, i cui effetti sono limitati al campo pubblicistico e non pregiudicano i diritti dei terzi; pertanto, il proprietario del fondo contiguo, leso dalla violazione delle norme urbanistiche o dalla violazione delle distanze, ha comunque il diritto di chiedere ed ottenere l’abbattimento o la riduzione a distanza legale della costruzione illegittima nonostante sia intervenuto il condono edilizio (Cassazione civile, sez. II, 26 settembre 2005, n. 18728).
  • Il terzo pregiudicato dal permesso in sanatoria può ottenere tutela per violazione del diritto alle distanze dinanzi al giudice civile, così come può (si tratta di una ipotesi di c.d. doppia tutela) agire dinanzi al giudice amministrativo per ottenere l’annullamento della concessione nella situazione in cui, come nella specie, sia conclamata la violazione del diritto alle distanze legali.
  • Al cosiddetto terzo condono non è applicabile l’art. 12 bis d.l. 12.1.1988, convertito in L. n.68 del 13.3.1988, concernente il possibile superamento del giudicato ai fini dell’ottenimento del condono.


Testo:



Non era la Sentenza che cercavi?

Continua La ricerca

Generic selectors
Cerca il Termine esatto
Cerca per titolo
Cerca nel contenuto
Search in posts
Search in pages
sentenza
Filtra per Categoria
Sentenze