29/11/2007 15165 Napoli T.A.R. per la Campania

Benvenuto
Autorità:-- Tar per la Campagna

Data:-- 29/11/2007 -------------- Numero: -- 15165 -------------- Sede: -------------- Napoli

Relatore:-- Renata Emma Ianigro ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Leonardo Pasanisi

Premassima:

Vincolo cimiteriale



Massima:
  • Il vincolo di inedificabilità cimiteriale integra un vincolo di inedificabilità assoluta (Nello stesso senso: C.d.S. sez. IV 12/3/2007 n.1185, C.d.S., sez. V, 12/11/1999, n. 1871; CdS, sez. II, parere 28/2/1996, n. 3031/95; Tar Lombardia – Milano, 11/7/1997 n. 1253; Tar Toscana, I sezione, 29/9/1994, n. 471. Contra: TAR Trentino Alto Adige – Trento, sent. n. 64 del 2/4/1997; in termini: CdS, sez. IV sent. n. 775 del 16/9/1993; TAR Trentino Alto Adige – Trento, sent. n. 336 del 1/8/1994. Nel senso che la distanza minima, oltre la quale deve essere collocato il cimitero, fissata dall’art. 338 della legge citata, si riferisce ai centri abitati e che, pertanto, la presenza di alcuni edifici all’interno della zona di rispetto non concreta di per sé una violazione di tale distanza, cfr. C.d.S. n 775/93; Tar Emilia Bologna, I sez., 27/9/1997, n. 622; Tar Marche 12/8/1997, n. 677; Tar Napoli, 9/6/1997, n. 1503). Ciò in quanto le finalità perseguite dalla normativa (art. 28 l. 166/2002) in tema di vincolo cimiteriale sono di superiore rilievo pubblicistico e rivolte essenzialmente a garantire la futura espansione del cimitero, a garantire il decoro di un luogo di culto nonché ad assicurare una cintura sanitaria attorno a luoghi per loro natura insalubri. La natura assoluta del vincolo non si pone in contraddizione logica con la possibilità che nell’area indicata insistano delle preesistenze e/o che ad esse vengano assegnate destinazioni compatibili con la esistenza del vincolo (Cass. Civ. sez. I, 16/7/1997, n. 6510), ma essa mira essenzialmente ad impedire l’ulteriore addensamento edilizio dell’area giudicato ex lege incompatibile con le prioritarie esigenze di tutela igienico-sanitaria e di tutela del culto sottese alla imposizione del vincolo.
  • Il limite all’edificabilità privata non è ancorato alla “fascia di rispetto” cimiteriale (che può variare in relazione alle determinazioni adottate dall’Autorità Comunale), ma è legislativamente fissata in ogni caso entro il limite di 200 metri da calcolarsi dal perimetro dell’impianto cimiteriale. L’ambito di operatività del vincolo cimiteriale di inedificabilità è, dunque, svincolato dalla delimitazione “in concreto” delle fasce di rispetto da parte del Comune, posto il rilievo preminente di carattere igienico-sanitario del vincolo di tutela cimiteriale che può ammettere deroghe solo in presenza di concorrenti ragioni pubblicistiche, sempre compatibilmente con le esigenze sottese all’esistenza del vincolo.
  • La ri-costruzione di un fabbricato impostata negli elaborati progettuali solo sul concetto di recupero del volume preesistente e non anche sulla riproduzione della superficie e della sagoma originaria del fabbricato non è ristrutturazione, ma nuova costruzione. (Nel caso di specie, rispetto ad una preesistente Masseria, ossia un fabbricato di tipica architettura rurale, il progetto prevedeva la realizzazione di un edificio su tre livelli per un totale di nove appartamenti oltre al piano interrato destinato a garage). La trasformazione dell’edificio preesistente, finalizzata al suo recupero funzionale, può essere compiuta anche attraverso la demolizione radicale e la ricostruzione di parti rilevanti del manufatto, specie quando ciò risulti più conveniente sotto il profilo tecnico od economico, anche nelle ipotesi di totale demolizione e ricostruzione dell’edificio, purchè il nuovo edificio corrisponda pienamente a quello preesistente.


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