29/01/2008 248 Roma Consiglio di Stato

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Autorità:-- Consiglio di Stato

Data:-- 29/01/2008 -------------- Numero: -- 248 -------------- Sede: -------------- Roma

Relatore:-- Salvatore ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Giovanni Vacirca

Premassima:

Sulla risarcibilità del danno da mancata approvazione di una lottizzazione



Massima:
  • Il danno da ritardo è risarcibile solo se il privato abbia titolo al rilascio del provvedimento finale, se cioè gli spetti il « bene della vita» (Ad. Pl. 15 settembre 2005, n. 7).
  • Ove la pretesa risarcitoria non abbia ad oggetto il mero pregiudizio derivante dalla violazione dell’obbligo di comportamento imposto all’amministrazione, a prescindere quindi dalla soddisfazione dell’interesse finale, ma, al contrario, proprio il pregiudizio connesso alla preclusione frapposta dall’Amministrazione alla realizzazione del bene finale, il giudice non può né eludere la domanda, nè tanto meno accoglierla a prescindere dalla formulazione di un giudizio, laddove possibile, sulla certa o statisticamente probabile spettanza del bene dell’utilità finale.
  • In caso di persistenza in capo all’amministrazione di significativi spazi di discrezionalità amministrativa pura, il giudice non può indagare sulla spettanza del bene della vita, ed il risarcimento è ammissibile solo dopo e a condizione che l’Amministrazione, riesercitato il proprio potere, abbia riconosciuto all’istante il bene stesso: nel qual caso, il danno ristorabile non potrà che ridursi al solo pregiudizio determinato dal ritardo nel conseguimento di quel bene.
  • L’approvazione del piano di lottizzazione, pur se conforme al piano regolatore generale o al programma di fabbricazione, non è atto dovuto, ma costituisce sempre espressione di potere discrezionale dell’ Autorità (a livello comunale o regionale), chiamata a valutare l’opportunità di dare attuazione – in un certo momento ed in certe condizioni – alle previsioni dello strumento urbanistico generale, essendovi fra quest’ ultimo e gli strumenti attuativi un rapporto di necessaria compatibilità, ma non di formale coincidenza; pertanto, per evidenti motivi di opportunità, l’attuazione dello strumento generale può essere articolata per tempi, o per modalità, in relazione alle esigenze dinamiche che si manifestano nel periodo di vigenza dello strumento generale (Sez. IV, 2 marzo 2004, n. 957).
  • Non è possibile accordare il risarcimento del danno da ritardo della p.a. nel caso in cui i provvedimenti adottati in ritardo risultino di carattere negativo per colui che ha presentato la relativa istanza di rilascio e le statuizioni in essi contenute siano divenute intangibili per la omessa proposizione di una qualunque impugnativa.


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