28/02/2006 237 Bologna T.A.R. per l’Emilia Romagna

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Autorità:-- T.A.R. per l'Emilia Romagna

Data:-- 28/02/2006 -------------- Numero: -- 237 -------------- Sede: -------------- Bologna

Relatore:-- Brini ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Perricone

Premassima:

Ristrutturazione urbanistica



Massima:
  • La ristrutturazione urbanistica può interessare anche un singolo lotto di modeste dimensioni su cui insiste un solo edificio. (Nel caso di specie si tratta di un lotto in Comune di Morciano di Romagna sul quale insiste un edificio avente superficie coperta di circa mq. 700, costruito agli inizi degli anni ’70 in base a regolare concessione edilizia e con destinazione a sala cinematografica, al quale il nuovo PRG ha assegnato la destinazione a zona B5 – Isolati soggetti a interventi di ristrutturazione urbanistica). L’unica condizione imprescindibile, a tal fine, è che sia prevista la sostituzione degli edifici esistenti mediante un intervento coordinato ed unitario del preesistente tessuto urbanistico – edilizio.
  • La variante di un piano regolatore generale che conferisce nuova destinazione ad aree che risultano già urbanisticamente classificate necessita di apposita motivazione solo allorché le classificazioni siano assistite da specifiche aspettative in capo ai rispettivi titolari, fondate su atti di contenuto concreto (Cons. Stato, IV, 5510/2004): in particolare, sono tali quelle derivanti da un piano di lottizzazione approvato, da un giudicato di annullamento di un diniego di concessione edilizia, dalla reiterazione di un vincolo scaduto (Consiglio di Stato, IV, n. 7771/2003, n. 1732 del 4.12.1998, n. 1190 del 14.10.1997). Tale non può ritenersi, invece, quella al mantenimento di una struttura (ad uso cinematografo) ritenuta incongrua al contesto urbanizzato, tenuto conto che, nel caso di specie, il diverso assetto previsto dal nuovo PRG non comporta la perdita del bene, ma la realizzazione di un nuovo intervento – residenziale, commerciale, per uffici – che ben può essere promosso dalla proprietà o che comunque va ad incidere positivamente sul valore di mercato dell’immobile.
  • Il principio secondo cui il piano attuativo non è necessario per il rilascio di concessioni edilizie in zone già urbanizzate non è applicabile alle ipotesi in cui, per effetto di una edificazione disomogenea, ci si trovi di fronte ad una situazione che assai più di altre esige un piano attuativo idoneo a restituire efficienza all’abitato, riordinando e talora addirittura definendo ex novo un disegno urbanistico di completamento della zona (Cons. Stato, IV, n. 2592/2002).


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