28/01/2005 378 Venezia T.A.R. per il Veneto

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Autorità:-- T.A.R. per il Veneto

Data:-- 28/01/2005 -------------- Numero: -- 378 -------------- Sede: -------------- Venezia

Relatore:-- Antonelli ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Trivellato

Premassima:

Massima:
  1. La concessione del condono edilizio, se comporta la possibilità di mantenere l’immobile nella sua destinazione d’uso (seppure contrastante con quella astrattamente consentita dal piano regolatore generale), non muta però la destinazione urbanistica dell’area su cui sorge il manufatto stesso. Non sono ipotizzabili sul manufatto possibilità di ulteriori modificazioni di destinazione d’uso non consentite dalle prescrizioni urbanistiche vigenti in ordine all’area su cui sorge il manufatto.
  2. Il rilascio della sanatoria edilizia, ai sensi degli artt. 31 e segg. della legge n. 47 del 1985, se da un lato rende legittimo l’edificio che era, strutturalmente e funzionalmente abusivo, dall’altro lato non conferisce nessun ulteriore automatico beneficio o vantaggio attuale potenziale. In particolare, con la sanatoria edilizia non può automaticamente essere variata la destinazione urbanistica del terreno dove insiste l’edificio condonato e nemmeno può ritenersi mutata la relativa normativa urbanistica.
    Con riguardo a complessi edilizi composti, come nel caso in esame, da più unità abitative, l’ampliamento sino a mc. 800 va riferito non alle singole unità abitative, ma all’intero complesso edilizio che le contiene.


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