27/04/2005 4817 Napoli T.A.R. per la Campania

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Autorità:-- Tar per la Campagna

Data:-- 27/04/2005 -------------- Numero: -- 4817 -------------- Sede: -------------- Napoli

Relatore:-- Severini ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Onorato

Premassima:

Risarcimento del danno per illegittima declaratoria di decadenza di una concessione edilizia.



Massima:
  • L’onere della prova del mancato inizio dei lavori assentiti con licenza edilizia, incombe al comune che ne dichiara la decadenza, alla stregua del principio generale in forza del quale i presupposti dell’atto adottato devono essere accertati dall’autorità emanante.
  • E’ illegittimo il provvedimento di decadenza della concessione di costruzione per mancato inizio dei lavori, ove risulti l’effettuazione, entro il termine prescritto, di opere (nella specie sbancamenti, demolizione di alberi e scavo di buche per il getto di plinti di fondazione) dalle quali sia dato desumere in modo certo la concreta volontà del titolare della concessione di realizzare effettivamente l’opera.
  • L’annullamento della dichiarazione di decadenza della concessione edilizia reintegra pienamente il ricorrente nelle sue facoltà edificatorie; pertanto, non residua alcuna necessità di disporre un risarcimento del danno per equivalente, poichè l’interesse del ricorrente, di poter edificare in conformità al titolo ricevuto, viene soddisfatto in maniera diretta grazie alla decisione d’accoglimento del ricorso.
  • E’ risarcibile, invece, il danno da ritardo rappresentato dall’aumento del costo per i materiali necessari per la realizzazione dell’intervento programmato, danno derivante dall’illegittimo ostacolo frapposto dal Comune alla predetta attività edificatoria, a causa della ilelgittima dichiarazione di decadenza della concessione edilizia.
  • Nel caso di procedure amministrative coinvolgenti interessi di tipo sostanzialmente oppositivo, secondo l’insegnamento della nota sentenza n. 500/99 delle S. U. della Corte di Cassazione, la lesione dell’interesse legittimo implica, ex se, la lesione del bene della vita, che preesisteva al provvedimento, affetto da vizi d’illegittimità; sicché l’accertamento della circostanza che la P.A. ha agito non iure già implica la consolidazione di un danno ingiusto nella sfera del privato.
  • Il danno dovuto alla lievitazione dei prezzi dei materiali dev’essere liquidato a partire dal momento in cui la condotta della P. A. può qualificarsi come colposa, vale a dire nella misura dell’incremento, registrato da tali prezzi dal momento del fermo del cantiere, determinato dall’emanazione della comunicazione di avvio del procedimento di decadenza, e fino alla data di pubblicazione della sentenza; trattandosi di debito di valore, derivante da illecito extracontrattuale, sulla somma così determinata vanno, altresì, riconosciuti gli interessi legali, spettando certamente al ricorrente il diritto di attualizzare il valore del risarcimento del danno, funzione alla quale è specificamente volta la previsione del riconoscimento di detti interessi.


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