26/11/2009 7432 Roma Consiglio di Stato

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Autorità:-- Consiglio di Stato

Data:-- 26/11/2009 7432 Roma Consiglio di Stato -------------- Numero: -- 7432 -------------- Sede: -------------- Roma

Relatore:-- Bruno Mollica ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Giuseppe Romeo

Premassima:

Obbligo del Comune di provvedere sull’istanza del privato volta ad ottenere l’allacciamento alla rete idrica comunale



Massima:
  • A norma dell’art. 12 del Testo Unico n. 380/2001, “il permesso di costruire è comunque subordinato alla esistenza delle opere di urbanizzazione primaria o alla previsione da parte del Comune dell’attuazione delle stesse nel successivo triennio, ovvero all’impegno degli interessati di procedere all’attuazione delle medesime contemporaneamente alla realizzazione dell’intervento oggetto del permesso”. Speculare a tale prescrizione è l’obbligo di pagamento di un contributo commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione (art. 16 T.U. cit.); il 7° comma del precitato art. 16 contempla, inoltre, tra gli interventi assoggettati agli oneri di urbanizzazione primaria, la “rete idrica”.
  • In disparte l’annotazione in ordine alla primaria riconducibilità di siffatti interventi al pubblico potere, come desumibile dalla formulazione della norma e dalla stessa funzione di necessaria definizione e realizzazione del tessuto cardine del territorio (strade residenziali, spazi di sosta e parcheggio, fognature, rete idrica, rete di distribuzione dell’energia elettrica e del gas, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato) su cui vanno ad inserirsi gli interventi privati, che ne comporta l’impegno pubblico – in sede di rilascio della concessione – all’attuazione delle relative opere nel triennio, sussiste la possibilità di un impegno, da parte del privato, alla realizzazione delle opere medesime in sede di attuazione dell’intervento oggetto del permesso.
  • Nel caso di specie, non risulta alcun impegno nel senso indicato, né da parte del Comune, né da parte degli interessati; né a diverso avviso può ragionevolmente pervenirsi sulla base della relazione tecnica del progettista laddove si espone che “l’alimentazione idrica avverrà mediante allacciamento alla rete idrica comunale o in alternativa mediante creazione di un pozzo artesiano”. Ciò posto, appare incontrovertibile che, a fronte del predetto quadro normativo e di una situazione certamente non inequivoca in punto di individuazione di un impegno all’attivazione dell’intervento, è illegittimo il comportamento del Comune che non abbia provveduto sulle richieste degli interessati intese alla provvista di un bene primario di vita, in ciò violando un preciso dovere di correttezza e buona amministrazione in rapporto alla qualificata aspettativa del privato ad un’esplicita pronuncia.


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