26/10/2006 6399 Roma Consiglio di Stato

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Autorità:-- Consiglio di Stato

Data:-- 26/10/2006 -------------- Numero: -- 6399 -------------- Sede: -------------- Roma

Relatore:-- Allegretta ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Iannotta

Premassima:

Distanza di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti.



Massima:
  • Il decreto ministeriale 2 aprile 1968 n. 1444 trae dall’art. 41 quinquies della legge urbanistica (come modificato dall’art. 17 L. 6 agosto 1967 n. 765, c.d. legge ponte) la forza di integrare con efficacia precettiva il regime delle distanze nelle costruzioni, sicchè la distanza di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, predeterminata con carattere cogente in via generale ed astratta in considerazione delle esigenze collettive connesse ai bisogni di igiene e di sicurezza, vincola anche i Comuni in sede di formazione e di revisione degli strumenti urbanistici, con la conseguenza che ogni previsione regolamentare in contrasto con l’anzidetto limite minimo è illegittima (cfr. Cass. Civ., SS.UU., 21 febbraio 1994 n. 1645), essendo consentita alla pubblica Amministrazione solo la fissazione di distanze superiori (cfr. Cons. St., sez. IV, 5 dicembre 2005 n. 6909; id., 12 luglio 2002 n. 3929; 13 maggio 1992 n. 511; Cass. Civ., 29 ottobre 1994 n. 8944; id., 21 febbraio 1994 n. 1645; id. 4 febbraio 1998 n. 1132).
  • E’, pertanto, illegittimo l’art. 12, c. 3 bis, delle norme tecniche di attuazione del piano regolatore generale del Comune di Selvazzano Dentro, secondo cui: “Nel caso in cui nelle proprietà confinanti esistano edifici costruiti anteriormente alla data di adozione del P.R.G. a distanza dal confine inferiore a 5 mt., le nuove costruzioni osserveranno la sola distanza dai confini”.


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