26/03/2009 1814 Roma Consiglio di Stato

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Autorità:-- Consiglio di Stato

Data:-- 26/03/2009 -------------- Numero: -- 1814 -------------- Sede: -------------- Roma

Relatore:-- Angelica Dell'Utri Costagliola ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Stefano Baccarini

Premassima:

Distanze dagli argini dei corsi d’acqua demaniali



Massima:
  • Il divieto di costruzione ad una certa distanza dagli argini dei corsi d’acqua demaniali (c.d. fascia di servitù idraulica), contenuto nell’art. 96, lett. f), del r.d. 25-7-1904 n. 523, ha carattere assoluto ed inderogabile; pertanto, nell’ipotesi di costruzione abusiva realizzata in contrasto con tale divieto trova applicazione l’art. 33 l. 28-2-1985, n. 47 sul condono edilizio, il quale contempla i “vincoli di inedificabilità”, includendo in tale ambito appunto i casi in cui le norme vietino in modo assoluto di edificare in determinate aree.
  • L’inclusione di un corso d’acqua negli elenchi delle acque pubbliche ne comporta la demanialità, intesa quale attitudine dell’acqua ad usi di generale interesse pubblico o funzione pubblicistica dell’alveo; inclusione la quale, se è vero che ha natura meramente accertativa di un regime giuridico direttamente discendente, ex lege, dalla sussistenza dei previsti requisiti, non di meno comprova appunto che tale accertamento è a suo tempo avvenuto, e con esito positivo, sicché il mutamento delle caratteristiche del corso d’acqua connessa alla circostanza che esso sia ormai privo d’acqua consente di promuoverne la revisione, ma non gli fa perdere il carattere di demanialità per effetto della perdita della sua originaria funzione, in assenza di un provvedimento di sdemanializzazione.


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