26/01/2009 83 Bologna T.A.R. per l’Emilia Romagna

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Autorità:-- T.A.R. per l'Emilia Romagna

Data:-- 26/01/2009 -------------- Numero: -- 83 -------------- Sede: -------------- Bologna

Relatore:-- Di Benedetto ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Mozzarelli

Premassima:

Sul concetto di pertinenza urbanistica



Massima:
  • Non ha natura di pertinenza urbanistica un manufatto consistente in una struttura fissa di ml. 16,90 (lunghezza) x 6,00 (larghezza) x ml. 2,70 (altezza) costituito da una struttura portante in pali di ferro fissati al terreno con bulloni, copertura in eternit, tamponamento con telone in p.v.c. , pavimenti in ceramica e dotato di impianto elettrico. Detta opera non ha natura di pertinenza urbanistica, essendo suscettibile di un autonomo utilizzo, ed ha un proprio impatto volumetrico. Quindi, incidendo in modo permanente e non precario sull’assetto edilizio del territorio (cfr. Cons. Stato, sez. V, sent. 15/6/2000, n. 3321 che richiede la concessione anche per un container non infisso al suolo essendo destinato ad usi permanenti; T.A.R. per l’Emilia – Romagna, sez. II, n. 463 del 14/4/2006; T.A.R. per l’Emilia – Romagna, sez. II, n. 16 del 8/1/2004) è assoggettabile a permesso di costruzione con conseguente obbligo di demolizione, ai sensi dell’articolo 7 della legge n. 47 del 1985, in caso di realizzazione abusiva.
  • Il concetto di pertinenza urbanistica è diverso dal concetto di pertinenza civilistica. Infatti, la pertinenza urbanistica, assoggettata ad un regime edilizio particolarmente semplice e favorevole, riguarda soltanto opere di modesta entità ed accessorie rispetto ad un’opera principale, quali ad esempio i piccoli manufatti per il contenimento di impianti tecnologici, e non può riguardare opere che dal punto di vista delle dimensioni e della funzione possono avere una propria autonomia rispetto all’opera cosiddetta principale. Nel caso in esame, tali requisiti non ricorrono in quanto le dimensioni e la destinazione dell’opera ne evidenziano l’autonoma rilevanza anche funzionale dal punto di vista edilizio con conseguente assoggettamento al regime del permesso di costruzione necessario per la sua realizzazione (T.A.R. per l’Emilia – Romagna, sez. II, n 462 del 14/4/2006) ed alla conseguente demolizione a seguito della loro abusiva costruzione.
  • Ai sensi dell’art. 21 octies l. 241/90, il provvedimento non è annullabile, non perché assoggettato ad un diverso regime di invalidità o irregolarità, ma perché la circostanza che il contenuto non possa essere diverso priva il ricorrente dell’interesse a coltivare un giudizio, da cui non potrebbe ricavare alcuna concreta utilità (Cons. Stato, sez. VI, 17 ottobre 2006, n. 6192). Detto articolo si applica anche ai procedimenti giurisdizionali già in corso alla data di entrata in vigore della legge n. 15 del 2005 che ha introdotto la suddetta disposizione.


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