25/01/2005 355 Napoli T.A.R. per la Campania

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Autorità:-- Tar per la Campagna

Data:-- 25/01/2005 355 Napoli T.A.R. per la Campania -------------- Numero: -- 25/01/2005 355 Napoli T.A.R. per la Campania -------------- Sede: -------------- Napoli

Relatore:-- D'Alessio ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Monteleone

Premassima:

Massima:
  1. La disposizione del regolamento edilizio secondo cui <<l’altezza massima dei nuovi edifici non può superare l’altezza degli edifici preesistenti e circostanti>> deve essere interpretata in modo restrittivo nel senso che, se il lotto da edificare risulta praticamente circondato da altri edifici preesistenti, l’altezza massima da prendere in considerazione è quella massima di tali edifici che circondano la nuova costruzione, non risultando decisiva in senso contrario la maggiore altezza di edifici preesistenti, ma non immediatamente circostanti.
  2. Quando lo strumento urbanistico comunale prescrive che, in una zona di piano, l’altezza massima degli edifici di nuova costruzione non può superare la media dell’altezza di quelli preesistenti circostanti, tale media deve essere calcolata sui soli edifici limitrofi a quello costruendo, a pena di svuotare la norma urbanistica di qualunque significato, mentre essa è appunto preordinata ad evitare che fabbricati contigui o vicini presentino altezze marcatamente differenti e tenuto conto che la disciplina urbanistica mira a rendere omogenei gli assetti costruttivi rientranti in zone di limitata estensione.
  3. Ai fini dell’osservanza delle norme sulle distanze fra immobili, è irrilevante l’eventuale carattere abusivo dell’edificio preesistente, costituendo questo comunque una entità materiale, come tale da considerare in sede di rilascio della concessione edilizia per il nuovo edificio.
  4. L’esercizio del potere di autotutela da parte della Pubblica amministrazione richiede la valutazione dell’esistenza di un interesse pubblico concreto alla rimozione dell’atto, non identificabile nel mero ripristino della legalità violata, e la sua comparazione con gli interessi privati sacrificati laddove, per effetto del provvedimento ritenuto illegittimo, siano sorte posizioni giuridiche qualificate e consolidate nel tempo.


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