23/01/2006 61 Bologna T.A.R. per l’Emilia Romagna

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Autorità:-- T.A.R. per l'Emilia Romagna

Data:-- 23/01/2006 -------------- Numero: -- 61 -------------- Sede: -------------- Bologna

Relatore:-- Calderoni ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Papiano

Premassima:

Il diniego di nulla osta paesaggistico deve essere adeguatamente motivato.



Massima:
  • Le determinazioni negative assunte dalle Autorità preposte al vincolo ambientale ai sensi dell’art. 32 l. 47/1985 devono essere adeguatamente motivate “sotto il profilo dell’effettiva incidenza dell’opera assentita sui valori paesaggistici”. Non è sufficiente, a tal fine, la formula, generica e di stile: “si esprime parere contrario per l’inaccettabile impatto ambientale e l’uso improprio dei materiali”, in quanto tale formula si esaurisce nell’indicazione della sola manchevolezza afferente il tipo di materiali utilizzati, senza indicare quali sarebbero i materiali corretti e senza neppure menzionare (e men che meno dare compiuto conto de) “le specifiche e peculiari caratteristiche della zona, ritenute meritevoli di tutela”.
  • Il parere prescritto dall’art. 32 l. n. 47/85 dev’essere reso ed acquisito con riguardo ai vincoli esistenti al momento della valutazione dell’istanza di sanatoria, quand’anche imposti successivamente alla realizzazione dell’intervento abusivo. (Nel caso di specie si trattava di una domanda di condono edilizio presentata nel settembre 1986 per un’opera costruita abusivamente e consistente in un manufatto destinato al ricovero di attrezzi agricoli, in zona soggetta a vincolo per la tutela delle bellezze naturali ex lege n. 1497/1939).


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