22/03/2004 409 Bologna T.A.R. per l’Emilia Romagna

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Autorità:-- Tar Emilia Romagna

Data:-- 22/03/2004 -------------- Numero: -- 409 -------------- Sede: -------------- Bologna

Relatore:-- Di Benedetto ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Papiano

Premassima:

Massima:

1.     Non è inammissibile il ricorso avverso il progetto esecutivo ove i ricorrenti non abbiano impugnato il progetto definitivo, se la lesione lamentata dei ricorrenti non discende dallo stesso, ma dall’atto conclusivo del procedimento con il quale è stata decisa definitivamente la realizzazione dell’opera pubblica. E, invece, necessario impugnare tempestivamente il progetto definitivo qualora gli interessati si lamentino di effetti lesivi propri conseguenti al solo progetto definitivo come avviene nel caso in cui si contesti la procedura espropriativa. Infatti, in quest’ultimo caso, la legge ricollega la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, ex  lege, al progetto definitivo che, quindi, per questi profili dovrebbe essere ritualmente impugnato.

2.     Ai sensi dell’articolo 107 del decreto legislativo n. 267 del 2000 sono competenti i dirigenti (e non la Giunta o il Consiglio) per l’approvazione del progetto esecutivo, poiché lo stesso si colloca nell’ambito della mera esecuzione tecnica di quanto già contenuto nel progetto preliminare e nel progetto definitivo. Esso costituisce la ingegnerizzazione di tutte le elaborazioni ed ha la funzione di definire compiutamente ed in ogni particolare (architettonico, strutturale ed impiantistico), l’intervento da realizzare, già approvato nelle precedenti fasi. Il progetto esecutivo, pertanto, non è espressione dello stesso potere esercitato in sede di approvazione del progetto preliminare o definitivo perché si colloca nella fase della mera esecuzione degli stessi.

3.     Nei progetti di opere pubbliche, anche quando ai sensi della normativa vigente non è necessaria una specifica procedura di valutazione di impatto ambientale o di assoggettamento alla procedura di screening prevista dalla legge regionale, non trattandosi di una nuova strada ma di un intervento, sia pur rilevante, sulla viabilità esistente, è pacifico che gli stessi debbano essere preceduti da uno “studio di prefattibilità ambientale”.

4.     Lo studio di fattibilità ambientale deve essere effettuato anteriormente all’approvazione del progetto esecutivo, poiché la sua funzione è quella di indirizzare proprio le scelte della progettazione definitiva ed esecutiva.

L’art. 16 della legge “Merloni” n. 109 del 11 febbraio 1994 e successive modificazioni, impone una progettazione articolata su tre livelli di successivi approfondimenti: preliminare, definitiva ed esecutiva. La mancata approvazione del progetto definitivo determina l’illegittimità derivata del progetto esecutivo.



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