22/02/2008 458 Bologna T.A.R. per l’Emilia Romagna

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Autorità:-- T.A.R. per l'Emilia Romagna

Data:-- 22/02/2008 -------------- Numero: -- 458 -------------- Sede: -------------- Bologna

Relatore:-- Trizzino ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Piscitello

Premassima:

Art. 32 l. 47/85 (condono edilizio)



Massima:
  • Il parere previsto dall’art. 32 l. 47/85 deve essere richiesto indifferentemente tanto per le opere realizzate abusivamente prima dell’imposizione del vincolo, quanto per quelle realizzate su aree già sottoposte a tutela, ma non soggette a inedificabilità assoluta (cfr. C.d.S., VI, 26/1/2001, n. 249).
  • Il 13° comma dell’art. 35 l. 47/85 disciplina espressamente la definizione del procedimento di condono edilizio per le ipotesi previste dall’articolo 32, stabilendo che in tali casi il termine di cui al 12° comma dell’articolo 35 decorre dall’emissione del parere (positivo) previsto dal primo comma dell’articolo 32; in caso di parere negativo il termine biennale per la formazione del silenzio-assenso stabilito dall’articolo 35, 13º comma, per la formazione del silenzio-assenso non decorre.
  • L’art. 32 l. 47/85 si riferisce a quegli istituti, consistenti nella sottoposizione di determinate aree a una tutela di alcuni interessi generali, come quelli paesaggistico, idrico, idrogeologico, storico etc., che, per quanto riguarda l’attività edilizia, si esercita subordinando l’esecuzione delle opere all’autorizzazione (o nulla-osta) dell’autorità preposta alla cura dell’interesse generale considerato. I vincoli dell’articolo 32 l. 47/85 sono previsti da leggi e sono perciò tutti vincoli tipici che non possono essere istituiti con i piani regolatori.
  • Il Comune non ha titolo a pronunciarsi sul vincolo di inedificabilità imposto dalle norme di P.R.G. per le aree ricadenti in zona soggetta a grave dissesto idrogeologico, atteso che, a norma dell’articolo 32, c. 2, lettera b), l. 47/85 l’Amministrazione comunale può pronunciarsi sul vincolo di inedificabilità imposto successivamente all’esecuzione delle opere solo ove queste siano risultate in contrasto con le norme urbanistiche che prevedono la destinazione a edifici pubblici o a spazi pubblici.


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