21/11/2008 4565 Bologna T.A.R. per l’Emilia Romagna

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Autorità:-- T.A.R. per l'Emilia Romagna

Data:-- 21/11/2008 -------------- Numero: -- 4565 -------------- Sede: -------------- Bologna

Relatore:-- Pasi ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Mozzarelli

Premassima:

Autorizzazione commerciale e abusi edilizi



Massima:
  • Nessuna inottemperanza sanzionabile è configurabile a carico del soggetto sulla cui proprietà abbia in parte sconfinato l’abuso edilizio, al quale non sia stata notificata l’ordinanza di demolizione.
  • Alla individuazione delle aree da acquisire può legittimamente provvedersi in sede di acquisizione gratuita, essendo sufficiente nell’ordine di ripristino il preavviso della sanzione prevista per l’inottemperanza (cfr. art. 7 L.47/85, applicabile “ratione temporis”, Cons. Stato, VI, 98/04 e V, 341/00).
  • Il provvedimento di acquisizione adottato il 2-10-2003, non incorre nella sospensione “ex lege” dei procedimenti sanzionatori, operante, ai sensi del combinato disposto dell’art.44 l. n.47/85, dell’art.8/4° c. del D.L. 146/85 (conv. con legge 298/85), e dell’art. 32/commi 25 e 28 del D.L. 30/9/2003, n.269, “dalla data di entrata in vigore” di quest’ultimo e fino alla scadenza del termine di presentazione delle domande di condono, e cioè dal 2/10/2003 al 313/2004. Infatti il DL 30/9/2003, n.269, è entrato in vigore, per espressa disposizione del suo articolo 53, il giorno stesso della pubblicazione in G.U., e cioè il 2/10/2003. Ne segue che, in applicazione dei consueti principi generali sul computo dei termini, la sospensione opera dal 2/10/2003 al 31/3/2004, escluso il giorno di decorrenza e compreso quello di scadenza del termine, e che dunque la contestata acquisizione è stata legittimamente disposta dal Comune di Copparo entro la mezzanotte dal 2/10/2003. Sono, invece, illegittime perché adottate in pendenza della sospensione “ex lege” dal 2/10/2003 al 31/3/2004, le sanzioni rispettivamente ripristinatorie e pecuniaria, adottate nei giorni 18 e 19/10/2003.
  • E’ infondata la tesi secondo cui l’autorizzazione commerciale, essendo contingentata solo per numero e non per superficie, sarebbe indifferente  a qualsiasi variazione, anche in aumento, di quest’ultima. Al contrario, l’art. 3, comma 2, l. 287/91, stabilisce espressamente che: “L’autorizzazione si riferisce esclusivamente ai locali in essa indicati”. L’inibitoria che abbia per oggetto soltanto l’attività eccedente l’autorizzazione, è conforme all’art. 17 del TULPS del 1931, che prevede appunto l’ordine di cessazione dell’attività di somministrazione non autorizzata e, quindi, nei limiti in cui non lo è.


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