21/03/2005 128 L’Aquila T.A.R. per l’Abruzzo

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Autorità:-- T.A.R. per l'Abruzzo

Data:-- 21/03/2005 -------------- Numero: -- 128 -------------- Sede: -------------- L'Aquila

Relatore:-- Rasola ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Balba

Premassima:

Massima:
  • Il termine entro il quale può essere esercitato il potere inibitorio previsto dagli articoli art.22 e 23 del D.P.R.380/2001 [secondo cui la denuncia di inizio di attività (DIA) va presentata trenta giorni prima dell’effettivo inizio dei lavori ed entro l’indicato termine può essere inibita la esecuzione delle previste trasformazioni ove sia riscontrata l’assenza di una o più delle condizioni normativamente previste (6°comma)] è da ritenersi perentorio, sia per la certezza dei rapporti giuridici, sia perchè, ove la norma introduce una limitazione temporanea allo jus aedificandi, che è facoltà attinente al diritto di proprietà, detta limitazione temporanea non può che avere carattere perentorio, non potendo lasciarsi al mero arbitrio dell’Amministrazione la disponibilità di siffatto diritto, costituzionalmente garantito (cfr. TAR Piemonte, Sez. I, 16.1.2002, n. 70; TAR Sicilia, Catania, Sez. I, 3.7.2001, n. 1315; TAR Friuli-Venezia Giulia, 30.1.2001, n. 18).
  • Ove, pertanto, dopo la presentazione della denuncia di inizio di attività, decorra infruttuosamente il termine di trenta giorni previsto dalla normativa suindicata, la conseguenza che da ciò deriva è la formazione dell’autorizzazione edilizia implicita (cfr. C.d.S., Sez. VI, 4.9.2002, n. 4453).


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