21/01/2009 67 Bologna T.A.R. per l’Emilia Romagna

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Autorità:-- T.A.R. per l'Emilia Romagna

Data:-- 21/01/2009 -------------- Numero: -- 67 -------------- Sede: -------------- Bologna

Relatore:-- Pasi ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Mozzarelli

Premassima:

Opere precarie



Massima:
  • Non è sufficiente ad attribuire il carattere di precarietà ad un’opera edilizia, ai fini dell’esenzione dalla concessione edilizia, il carattere stagionale del suo uso: il carattere stagionale non implica precarietà dell’opera, ben potendo essere la stessa destinata a soddisfare un bisogno non provvisorio attraverso la perpetuità della funzione (cfr. Cass. Penale sez. III 19.2.2004 n.11880).
  • Se le opere vengono eliminate dopo ogni stagione estiva per poi venire installate all’inizio della nuova, esse soddisfano esigenze costanti nel tempo, con un utilizzo destinato a ripetersi ogni anno, e non bisogni contingenti.
  • L’apertura di una finestra e la trasformazione di un finestrino in porta, la demolizione del vano scala di collegamento tra la pista da ballo e l’esterno del fabbricato, in luogo della quale è stato realizzato un servizio igienico di mq.20, la sostituzione della recinzione per mt. 32,15, indicata negli elaborati con pali e rete, con un muretto di cm. 50 e sovrastanti pannelli termocoimbentati, non hanno certo le caratteristiche della precarietà bensì si configurano quali opere stabili.
  • Una pista da ballo, parzialmente tamponata e coperta con pannelli termocoibentati, per una superficie totale di mq. 710, determina un rilevante impatto urbanistico essendo costituita da montanti verticali di 14 x 14 cm. del tipo “a doppio T”, travi dello stesso tipo, di larghezza di 18 cm. e spessore di 40cm. e travetti metallici secondari, con altezze interne all’intradosso dei pannelli di copertura di 4,38m. (minima) e 5,52 m. (massima), nonché tamponata mediante pannelli termocoibentati (di altezza di 3,28 m. installati su preesistenti muretti perimetrali alti 1,10 m.) e pannelli vetrati (cfr. verbale di accertamento tecnico datato 3.6.1996, in atti).
  • Il carattere di precarietà di una costruzione, ai fini edilizi, non va desunto dalla eventualmente facile e rapida rimovibilità dell’opera, ovvero dal tipo più o meno fisso del suo ancoraggio al suolo, ma dal fatto che la costruzione appaia destinata a soddisfare una necessità contigente ed essere, poi, prontamente rimosso (TAR Campania, Napoli, sez. IV 1.8.2008 n. 9710; TAR Pescara, Abruzzo, 4.6.2008 n. 558), a nulla rilevando la circostanza che l’impiego del bene sia limitato ad una parte sola dell’anno (TAR Emilia Romagna, Parma, sez. I 19.2.2008 n.102; 22.1.2008 n.35; TAR Basilicata, Potenza, sez. I 27.6.2008 n.337; TAR Lombardia, Milano, sez. II 4.12.2007 n. 6544; 23.11.2006 n.2834; TAR Sicilia, Palermo, sez. I 8.7.2002 n.1936).
  • Gli atti repressivi degli abusi edilizi non devono essere necessariamente preceduti da alcuna comunicazione di avvio del relativo procedimento (cfr. ex multis: TAR Lazio, Latina, 29.8.2008 n.1004; C. di Stato sez. VI 7.7.2008 n.3351; TAR Campania, Napoli, sez. IV, 18.4.2008 n. 2344; 1.8.2008 n.9710; 8.7.2008 n. 7798; TAR Basilicata, Potenza, sez. I 19.1.2008 n.11; TAR Toscana, Firenze, sez.III 7.7.2004 n.2417; TAR Emilia Romagna, Bologna, sez.II n.75/2001; n.1060/2000 e n.541/2000), che è già disciplinato da norme speciali ed esaustive.


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