20/04/2005 1094 Torino T.A.R. per il Piemonte

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Autorità:-- T.A.R. per il Piemonte

Data:-- 20/04/2005 1094 Torino T.A.R. per il Piemonte -------------- Numero: -- 1094 -------------- Sede: -------------- Torino

Relatore:-- Goso ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Gomez de Ayala

Premassima:

Massima:
  • Il D.P.R. n. 380/2001 (come già, in precedenza, la legge n. 47/1985) ha predisposto una disciplina puntuale ed esaustiva della sanatoria in materia edilizia, tale da non ammettere spazi residui che consentano di affermare, in via interpretativa, la sopravvivenza della cd. “sanatoria giurisprudenziale”, che si basava sull’incongruenza di un provvedimento che imponesse la demolizione di opere di cui dovrebbe poi essere autorizzata la (ri)costruzione.
  • Il permesso in sanatoria è un provvedimento tipico la cui applicazione non può che essere specificamente disciplinata dalla normativa e ammessa solo entro i limiti delineati dal legislatore, senza che sia possibile, da parte dell’Amministrazione, l’esercizio di un potere di sanatoria che vada oltre detti limiti.
  • La norma dettata dall’articolo 36 del D.P.R. n. 380/2001 non è estensibile al di fuori dei presupposti (la cd. “doppia conformità”) da essa delineati.
  • Il provvedimento che irroga la sanzione demolitoria di opere edilizie realizzate in difformità dal titolo autorizzativo è atto vincolato che non necessita di particolare motivazione circa l’interesse pubblico ad applicare la sanzione. Esso, pertanto, sarà sufficientemente motivato mediante la descrizione degli interventi abusivi e il richiamo alle disposizioni che si ritengono violate, essendo l’interesse alla rimozione dell’abuso in re ipsa.
  • La P.A. è tenuta a motivare compiutamente il provvedimento sanzionatorio solo in determinati casi, onde dimostrare l’attualità dell’interesse a ripristinare la situazione di fatto antecedente l’esecuzione delle opere. Ciò avviene, ad esempio, nel caso in cui la situazione del privato si sia consolidata per effetto dell’inerzia protrattasi nel tempo dell’Amministrazione o nel caso di intervento edilizio che, in contrasto con lo strumento urbanistico vigente al momento della sua esecuzione, risulti però conforme alle previsioni del piano regolatore adottato al momento della presentazione della domanda.


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