18/04/2005 757 Cagliari T.A.R. per la Sardegna

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Autorità:-- T.A.R. per la Sardegna

Data:-- 18/04/2005 -------------- Numero: -- 757 -------------- Sede: -------------- Cagliari

Relatore:-- Flaim ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Tosti

Premassima:

Massima:
  • La prova dell’ effettiva e piena conoscenza della concessione edilizia rilasciata ad un terzo – da dimostrarsi in modo rigoroso da chi eccepisce la tardività dell’ impugnazione – si verifica, di regola, in assenza di altri ed inequivoci elementi, non col mero inizio dei lavori, ma solo con la loro ultimazione o, almeno, quando i lavori stessi siano giunti al punto tale che non si possa avere più alcun dubbio in ordine alla consistenza, all’ entità e alla reale portata dell’ intervento edilizio assentito.
  • Il termine per l’ impugnazione della concessione edilizia da parte di terzi, che assumono di aver subito pregiudizio dalle costruzioni assentite, decorre dalla piena ed effettiva conoscenza del provvedimento, intendendosi tale conoscenza come un fatto la cui prova rigorosa incombe alla parte che eccepisce la tardività dell’ impugnazione; pertanto, la piena conoscenza deve essere provata in modo inconfutabile e non sul piano delle mere probabilità o dalla verosimiglianza della conoscenza dell’ atto.
  • La distanza minima di mt. 10 fra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, prescritta dall’ art. 9 comma 2° D.M. 2 aprile 1968 n. 1444, è applicabile anche in caso di sopraelevazione, atteso che la sua ratio è di evitare la creazione di intercapedini in grado di impedire la libera circolazione dell’ aria e la riduzione della luminosità.


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