18/02/2005 1408 Roma T.A.R. per il Lazio

Benvenuto
Autorità:-- T.A.R. per il Lazio

Data:-- 18/02/2005 -------------- Numero: -- 1408 -------------- Sede: -------------- Roma

Relatore:-- Martino ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Scognamiglio

Premassima:

Massima:
  • L’Amministrazione ha sempre l’obbligo di accertare, in occasione del rilascio di un titolo abilitativo edilizio, la legittimazione sostanziale del richiedente.
  • Non vi è alcuna differenza tra l’esame del titolo di godimento che l’Amministrazione svolge in sede di rilascio del permesso di costruire e quello svolto in sede di verifica dei presupposti della d.i.a. poiché, in entrambi i casi, essa verifica soltanto l’esistenza di una posizione legittimante, sia pure all’esclusivo fine di assicurare un ordinato svolgimento dell’attività urbanistica, conforme all’assetto dei rapporti interprivati relativi all’area interessata dall’intervento.
  • L’Amministrazione non è tenuta a svolgere complessi e laboriosi accertamenti; anzi, non deve entrare nel merito di possibili contestazioni o controversie tra privati. La tutela delle situazioni soggettive dei terzi è sempre fatta salva da tutti i provvedimenti autorizzatori o concessori in ambito edilizio e su di essa non può prendere posizione l’Amministrazione, a meno che non emerga con chiarezza, al momento del rilascio del titolo, o della verifica della sussistenza dei presupposti qualificanti la d.i.a., la mancanza di legittimazione del richiedente.
  • Circa le opere soggette a mera d.i.a., decorso il termine di venti giorni previsto dall’art. 4, comma 15, del d.l. n. 398/93, conv. in legge n. 493/93, nel testo sostituito dall’art. 2, comma 60, l.n. 662/96, l’Amministrazione decade dal potere di emettere l’ordine inibitorio delle trasformazioni previste, fermo restando, ovviamente, il potere di accertamento e di repressione di opere abusive secondo la disciplina generale.
  • Lo strumento della D.I.A. in materia edilizia rientra nell’ambito del più generale istituto della “denuncia in luogo di autorizzazione” (c.d. deregulation) delineato dall’art. 19 della Legge 7 Agosto 1990 n° 241 (nel testo sostituito dall’art. 2 della Legge 24 Dicembre 1993 n° 537). L’art. 21 secondo comma della medesima legge n° 241/1990 raccorda la procedura della denuncia di inizio di attività a tutto il sistema sanzionatorio già operante, contemplando un generale potere di intervento successivo della Pubblica Amministrazione per l’ipotesi in cui l’inizio dell’attività ai sensi dell’art. 19 sia avvenuto in contrasto con la normativa di legge.


Testo:



Non era la Sentenza che cercavi?

Continua La ricerca

Generic selectors
Cerca il Termine esatto
Cerca per titolo
Cerca nel contenuto
Search in posts
Search in pages
sentenza
Filtra per Categoria
Sentenze