17/01/2008 39 Bologna T.A.R. per l’Emilia Romagna

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Autorità:-- T.A.R. per l'Emilia Romagna

Data:-- 17/01/2008 -------------- Numero: -- 39 -------------- Sede: -------------- Bologna

Relatore:-- Pasi ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Mozzarelli

Premassima:

Ultrattività del piano particolareggiato



Massima:
  • E’ illegittimo il provvedimento con cui il Comune sospende ogni determinazione sulle domande di permesso di costruire relative a fabbricati ricompresi in un piano particolareggiato, per difformità dai sopravvenuti strumenti urbanistici (PSC e RUE) adottati, laddove lo stesso RUE adottato regoli la sorte dei piani attuativi in vigore, stabilendo la loro perdurante vigenza fino alla naturale scadenza (comma 4), e sancendo che soltanto dopo detta scadenza siano operanti le difformi previsioni degli strumenti (PSC, RUE e POC) approvati.
  • Non si configura alcuna decadenza decennale del piano attuativo ove siano decorsi 10 anni dalla sua  approvazione, poiché, secondo l’orientamento giurisprudenziale prevalente (es TAR Lombardia Brescia, 14.6.01, n. 428; Cons. Stato. IV, 2.6.00, n. 3172; TAR Sicilia Catania, Sez. I, 29.9.04, n. 2718), ai sensi degli artt. 16 e 28 l. 1150/1942, il termine decennale si riferisce soltanto alle opere di urbanizzazione (nella fattispecie tempestivamente realizzate) ed alle disposizioni di contenuto espropriativo, ma non alle prescrizioni urbanistiche, che rimangono operanti senza limiti di tempo fino alla loro sostituzione.
  • L’istituto della salvaguardia, oggi disciplinato dall’art. 12, comma 3, del D.P.R. 380/01, consente di sospendere la pronuncia sulla domanda di permesso soltanto per un massimo di tre anni; è, pertanto, illegittimo il provvedimento con cui il Comune sospenda ogni determinazione per cinque anni.


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