16/09/2009 1446 Firenze T.A.R. per la Toscana

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Autorità:-- T.A.R. per la Toscana

Data:-- 16/09/2009 1446 Firenze T.A.R. per la Toscana -------------- Numero: -- 1446 -------------- Sede: -------------- Firenze

Relatore:-- Eleonora Di Santo ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Gaetano Cicciò

Premassima:

Inadempimento della convenzione di lottizzazione da parte dei lottizzanti



Massima:
  • Le convenzioni di lottizzazione costituiscono strumenti di attuazione del piano regolatore generale, rivestono carattere negoziale e, in particolare, di accordi sostitutivi del provvedimento (Cons. St., sez. IV, 15-9-2003, n. 5152) e, pertanto, le stesse restano soggette alla disciplina dettata dall’art. 11 l. 241-90 (Cons. St., sez, IV, 13 gennaio 2005, n. 222). Si tratta, quindi, di atti negoziali, che presuppongono la ricerca da parte della pubblica amministrazione del consenso del privato su un certo assetto di interessi ed attribuiscono allo stesso posizioni di diritto-obbligo. Ne consegue, quale immediato corollario, che la loro modifica necessita della manifestazione di volontà di tutti i soggetti che hanno concorso alla loro formazione, ivi compresi, ovviamente, anche i soggetti privati che, pur non essendo proprietari dei lotti incisi dalla variante, hanno proposto il piano ed hanno sottoscritto la relativa convenzione urbanistica.
  • Dalla qualificazione della convenzione di lottizzazione in termini di accordo sostitutivo discende:
    -sul piano processuale, la competenza a conoscere dell’odierna vicenda del giudice amministrativo, ex art. 11 della legge sul procedimento;
    – sul piano sostanziale, l’applicazione dei principi del codice civile in materia di obbligazione e contratti, in quanto compatibili.
  • Il potere cognitivo del giudice amministrativo ex art. 11 della legge 241/1990 è ben più esteso di quello deducibile dall’art. 34. del d. lg. n. 80 del 1998. Nella specie “si configura una ipotesi di giurisdizione esclusiva amministrativa non correlata ad una determinata materia, bensì ad una determinata tipologia di atto, quale che sia la materia che ne costituisca oggetto” (Cass., 25 maggio 2007 n. 12186). Ne discende un’ulteriore conseguenza: l’art. 11 comma 5 permette, a differenza di quanto può avvenire nella giurisdizione esclusiva dal giudice amministrativo in materia urbanistica, che sia l’amministrazione a chiedere al giudice la condanna della parte privata e non il privato che porti a conoscenza del giudice un accordo o un provvedimento dell’amministrazione ritenuto lesivo.
  • I soggetti privati obbligati al rispetto della convenzione, oltre che le parti originarie e coloro che richiedono la concessione edilizia, se diversi dai primi, sono anche coloro che realizzano le opere di trasformazione urbana od edilizia e tutti i loro aventi causa in quanto subentranti nelle aree oggetto del piano di lottizzazione (cfr., ex multis, Cass., sez. II, 27.8.2002, n. 12571 la quale afferma che «La natura reale dell’obbligazione in esame riguarda dunque i soggetti che stipulano la convenzione, quelli che richiedono la concessione, quelli che realizzano l’edificazione ed i loro aventi causa »; in senso conforme, Tar Sicilia Catania, sez. I, 29 ottobre 2004 , n. 3011; Tar Lombardia Brescia 13 agosto del 2003, n. 1157; Tar Toscana Firenze, sez. I, 20 dicembre 1999, n. 1096).


Testo:



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