14/11/2005 1636 Bologna T.A.R. per l’Emilia Romagna

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Autorità:-- T.A.R. per l'Emilia Romagna

Data:-- 14/11/2005 -------------- Numero: -- 1636 -------------- Sede: -------------- Bologna

Relatore:-- Di Benedetto ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Papiano

Premassima:

Lottizzazione abusiva



Massima:
  • L’art. 18 l. 47/1985 disciplina due differenti ipotesi di lottizzazione abusiva, la prima, cosiddetta materiale, relativa all’inizio della realizzazione di opere che comportano la trasformazione urbanistica ed edilizia dei terreni, sia in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, approvati o adottati, ovvero di quelle stabilite direttamente in leggi statali o regionali, sia in assenza della prescritta autorizzazione; la seconda, cosiddetta “formale”, che si verifica allorquando, pur non essendo ancora avvenuta una trasformazione lottizzatoria di carattere materiale, se ne sono già verificati i presupposti con il frazionamento o la vendita, o altri atti equiparati, del terreno in lotti (che per le specifiche caratteristiche, quali la dimensione dei lotti stessi, la natura del terreno, la destinazione urbanistica, l’ubicazione e la previsione di opere urbanistiche, e per altri elementi riferiti agli acquirenti, evidenzino in modo non equivoco la destinazione ad uso edificatorio), creando così una variazione in senso accrescitivo sia del numero dei lotti che in quello dei soggetti titolari del diritto sul bene (Cds, sez. V, 24 ottobre 1996, n. 1283; Cds, sez. IV, 6 ottobre 2003, n. 5849).
  • La lottizzazione abusiva formale (o negoziale), richiede la mera presenza di elementi precisi ed univoci da cui si possa ricavare agevolmente l’intento di asservire all’edificazione, per la prima volta, un’area non urbanizzata. A tale fine non è necessario che gli elementi indicati dall’art. 18 l. 47/85 siano tutti contemporaneamente presenti, in concorso tra di loro, essendo sufficiente che lo scopo edificatorio emerga in modo non equivoco da uno o più indizi, anche diversi da quelli che si rinvengono nell’elencazione non tassativa della citata disposizione (cfr. Cds, sez. V, 14 maggio 2004, n. 3136; Cds, sez. V, 25 gennaio 2003, n. 335).
  • È legittima l’ordinanza di sospensione di lottizzazione abusiva di un terreno agricolo, ove emerga l’intento di asservire all’edificazione, per la prima volta, un’area non urbanizzata. Nel caso in esame, in considerazione del tipo e della quantità di opere realizzate emergeva chiaramente il fine edificatorio. In particolare: vi è stata la suddivisione delle aree, mediante frazionamento in numerosissimi lotti, in “zona agricola”; sono state realizzate numerose opere abusive delle quali è dato atto anche negli atti di compravendita; è stata realizzata una viabilità interna con sedi stradali di accesso ai lotti in gran parte recintati e con sovrastanti manufatti; è stata accertata la tombinatura della fossa di scolo consorziale trasformata in sede carrabile; la superficie media di lotti è di circa mq. 1000 mentre la destinazione di zona agricola prevista dal P. R. G. prevede una superficie minima di mq. 10.000 quale minima unità culturale.


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