14/04/2006 501 Bologna T.A.R. per l’Emilia Romagna

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Autorità:-- T.A.R. per l'Emilia Romagna

Data:-- 14/04/2006 -------------- Numero: -- 501 -------------- Sede: -------------- Bologna

Relatore:-- Calderoni ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Papiano

Premassima:

Ordinanza di demolizione di abusi risalenti nel tempo



Massima:
  1. L’infrazione della norma edilizia ha carattere permanente, per cui il provvedimento sanzionatorio interviene comunque su una situazione antigiuridica attuale. Né può considerarsi automaticamente consolidato in materia edilizia, per effetto del mero decorso del tempo, l’interesse privato al mantenimento di una costruzione abusiva, perché altrimenti verrebbero a perdere ogni ragione logica e giuridica tutte le disposizioni in materia di sanatoria introdotte dalla legge 47/85, per le specifiche ipotesi ivi disciplinate ((Nello stesso senso TAR Bologna 29 gennaio 2003, n. 51; 14 marzo 2003, n. 238; TAR Liguria, I, 828/2002).
  2. Quanto alla specifica questione se per effetto del tempo trascorso dalla commissione dell’abuso sorga un particolare onere motivazionale, sono, allo stato, presenti in giurisprudenza due orientamenti:
    – uno che, facendo leva sulla natura vincolata dei provvedimenti repressivi di cui si tratta, esclude in radice che gravi sull’Amministrazione uno specifico onere di motivazione in ordine al lasso di tempo trascorso dalla realizzazione delle opere e alle ragioni di pubblico interesse, concreto ed attuale, che ne giustifichino l’adozione, essendo “sufficiente l’oggettivo riscontro dell’abusività dell’opera” (cfr. T.A.R. Campania – Napoli – Sez. VI, 20 aprile 2005, n. 4336; in precedenza: T.A.R. Toscana, 8 novembre 2000, n. 2292);
    – l’altro che, viceversa, riconosce la sussistenza, in capo alla P.A., di un particolare onere di motivazione, nel caso in cui il lungo decorso del tempo fra la realizzazione dell’opera abusiva e l’adozione della misura repressiva, abbia ingenerato, a causa dell’inerzia degli organi amministrativi preposti al controllo del territorio, un affidamento in capo al privato ed una consolidazione della situazione di fatto, per la cui modificazione l’Autorità comunale procedente è tenuta ad indicare puntualmente le ragioni che, a distanza di tanto tempo, giustificano l’azione di un provvedimento sanzionatorio (TAR Campania-Salerno Sez. II, 12 aprile 2005, n. 530; TAR Marche, 29 agosto 2003, n. 976; TAR Sardegna, 6 maggio 2003, n. 542; TAR L’Aquila, 29 aprile 2003, n. 208).
    Tuttavia, anche il secondo dei suddetti orientamenti individua, a sua volta, limiti ben precisi di applicazione, e cioè:
    a) che costituisce onere dell’interessato fornire prova idonea a documentare l’epoca di costruzione dell’opera asseritamente abusiva (cfr. TAR Campania-Salerno Sez. II, 12 aprile 2005, n. 530, cit.; e T.A.R. Catanzaro, Sez. II, 12 febbraio 2001 n. 213);
    b) che la (risalente) data di commissione dell’abuso sia, in alternativa, desumibile dagli atti del giudizio (TAR Marche, n. 976/2003; cit.) o da altri provvedimenti dell’Amministrazione (TAR L’Aquila, n. 208/2003, cit.) o, comunque, ammessa dall’Amministrazione medesima (TAR Sardegna, n. 543/2003, cit.).

 



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