14/04/2005 610 Bologna T.A.R. per l’Emilia Romagna

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Autorità:-- T.A.R. per l'Emilia Romagna

Data:-- 14/04/2005 -------------- Numero: -- 610 -------------- Sede: -------------- Bologna

Relatore:-- Trizzino ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Perricone

Premassima:

Massima:
  • L’art. 3, comma 2, l. 241/90 esclude dall’obbligo di motivazione gli atti normativi e quelli a contenuto generale, nel cui novero rientra la variante al piano regolatore generale.
  • Le scelte urbanistiche costituiscono apprezzamenti di merito sottratte al sindacato di legittimità, salvo che non siano inficiate da errori di fatto o da abnormi illogicità.
  • Le scelte discrezionali relative alla destinazione di singole aree non necessitano di apposita motivazione oltre a quella che si può evincere dai criteri generali seguiti nell’impostazione del PRG, risultanti dalla relazione illustrativa del piano.
  • Le evenienze che giustificano una più incisiva e singolare motivazione della variante al P.R.G. devono ravvisarsi nel superamento degli standards minimi di cui al d.m. 2/4/1968, nella lesione dell’affidamento qualificato del privato in rapporto a precedenti convenzioni di lottizzazione, ad accordi di diritto privato intercorsi tra il Comune e i proprietari delle aree, ovvero ad aspettative nascenti da giudicati di annullamento di dinieghi di concessione edilizia o di silenzio rifiuto su una domanda di concessione; nella modificazione in zona agricola della destinazione di un’area limitata, interclusa da fondi edificati in modo non abusivo. Al di fuori di tali circostanze, in capo ai proprietari non è ravvisabile altro che una generica aspettativa ad una reformatio in melius, non meritevole di particolare tutela, né idonea a configurare obblighi di puntuale motivazione.


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