14/02/2005 432 Roma Consiglio di Stato

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Autorità:-- Consiglio di Stato

Data:-- 14/02/2005 -------------- Numero: -- 432 -------------- Sede: -------------- Roma

Relatore:-- Rulli ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Venturini

Premassima:

Massima:
  • I vincoli soggetti alla previsione di decadenza di cui all’art. 2 della legge 19 novembre 1968 del 1967 sono quelli preordinati ad espropriazione (o che comportino inedificabilità), ma della stessa natura partecipano quelle previsioni dello strumento urbanistico che limitano o che, comunque, svuotano il contenuto del diritto di proprietà, incidendo sul godimento del bene in modo tale da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero diminuendone significativamente il suo valore di scambio. (Nel caso di specie il C.d.S. ha ritenuto che la destinazione urbanistica impressa al terreno degli appellati – attrezzature a servizio delle zone A e B – integrasse effettivamente un vincolo soggetto a decadenza, poiché si tratta di un vincolo sostanziale e non conformativo di piano, che inibiva l’esercizio del diritto di proprietà, imponendo una precisa destinazione di interesse pubblico; non, dunque, una mera destinazione ad un certo tipo di attività edificatrice, ma una previsione di interventi per l’interesse collettivo tale da svuotare il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale e diminuendone in modo significativo il valore di scambio, essendo escluso in radice che sulle aree interessate potessero realizzarsi interventi di edilizia privata).
  • L’inutile decorso del termine quinquennale di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 19 novembre 1968, n. 1167, decorrente dall’approvazione del piano regolatore generale, obbliga il Comune a procedere alla nuova pianificazione dell’area rimasta priva di disciplina urbanistica. Tale obbligo può essere assolto sia attraverso una variante specifica, sia attraverso una variante generale, che sono gli unici strumenti che consentono all’amministrazione comunale di verificare la persistente compatibilità delle destinazioni già impresse ad aree situate nelle zone più diverse del territorio comunale rispetto ai principi informatori della vigente disciplina di piano regolatore e alle nuove esigenze di pubblico interesse.


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