13/09/2005 3418 Venezia T.A.R. per il Veneto

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Autorità:-- T.A.R. per il Veneto

Data:-- 13/09/2005 -------------- Numero: -- 3418 -------------- Sede: -------------- Venezia

Relatore:-- Rocco ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Trivellato

Premassima:

Il provvedimento con il quale il comune ordina al privato di non effettuare l’intervento da lui denunciato non deve essere preceduto dalla comunicazione di cui all’art. 10-bis l. 241/90



Massima:
  • Il provvedimento con il quale il comune ordina al privato di non effettuare l’intervento da lui denunciato non deve essere preceduto dalla comunicazione di cui all’art. 10-bis l. 241/90, sia perché la d.i.a. non può, letteralmente, considerarsi una “istanza di parte”, sia – e soprattutto – per la speciale disciplina “della notifica all’interessato” dell’“ordine motivato di non effettuare il previsto intervento”, contenuta dal comma 6 dell’articolo 23 del T.U. 360 del 2001, dove già è prevista la motivazione dell’ordine inibitorio e dove viene assicurata una forma di confronto e di tutela del privato, a favore del quale viene comunque fatta “salva la facoltà di ripresentare la denuncia di inizio attività, con le modifiche o le integrazioni necessarie per renderla conforme alla normativa urbanistica ed edilizia”.
  • Il procedimento disciplinato dall’anzidetto art. 23 del T.U. 360 del 2001 si sostanzia nella formazione di un titolo ex lege.
  • L’elencazione contenuta nell’ultimo periodo dell’art. 10 bis l. 241/90 non ha natura tassativa, atteso che anche l’istituto della d.i.a., disciplinato dagli artt. 22 e 23 del T.U. approvato con D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, evidenzia profili di incompatibilità con le nuove norme di ordine generale dettate in tema di “comunicazione (preventiva) dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza


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