13/06/2005 4782 Roma T.A.R. per il Lazio

Benvenuto
Autorità:-- T.A.R. per il Lazio

Data:-- 13/06/2005 -------------- Numero: -- 4782 -------------- Sede: -------------- Roma

Relatore:-- De Michele ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Guerrieri

Premassima:

Ristrutturazione mediante integrale demolizione e ricostruzione di un immobile.



Massima:
  • E’ possibile, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera d) del Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 6.6.2001, n. 380) individuare un intervento di ristrutturazione – effettuabile a seguito di mera denuncia di inizio attività, in base al combinato disposto degli articoli 10 e 22 del medesimo D.P.R. n. 380/2001 – in presenza di integrale demolizione e ricostruzione di un immobile, ma solo qualora non vengano alterati la volumetria e la sagoma dell’edificio preesistente.
  • Quando, come nel caso di specie, la situazione di cui sopra sia dedotta in via successiva, tramite la richiesta di accertamento di conformità, di cui all’art. 36 del T.U., si pone un problema di prova, circa l’effettiva riproduzione del fabbricato preesistente senza mutarne sagoma e consistenza volumetrica, né, a tale riguardo, possono avere valore concludente delle mere attestazioni certificative, del soggetto interessato o di un tecnico di fiducia del medesimo, tenuto conto della valutabilità di tali certificazioni, per quanto riguarda la veridicità dei fatti attestati (ovvero, al di là dell’autenticità della firma e della fedele riproduzione di quanto affermato, che in presenza di autenticazione debbono ritenersi provate fino a querela di falso), come prove rimesse al prudente apprezzamento del Giudice, a norma dell’art. 116, comma 1 cod. proc. civ., ovvero come mero elemento indiziario, a norma dell’art. 2729 cod. civ. (cfr. in tal senso Cass. civ., sez. lavoro, 10.8.2001, n. 11031).
  • Il T.U. dell’Edilizia non comprende le recinzioni fra le attività che non richiedono alcun titolo abilitativo (art. 6), ma nemmeno fra quelle soggette a permesso di costruire (art. 10), con conseguente riconducibilità delle stesse nella nozione residuale degli “interventi subordinati a denuncia di inizio attività” (art. 22). In assenza di detta denuncia, gli interventi sono sottoposti a “sanzione pecuniaria, pari al doppio dell’aumento di valore venale dell’immobile, conseguente alla realizzazione degli interventi stessi, e comunque in misura non inferiore a 516 euro” (art. 37, comma 1), a meno che non sussistano vincoli, tali da comportare la restituzione in pristino (art 37 cit., comma 2).


Testo:



Non era la Sentenza che cercavi?

Continua La ricerca

Generic selectors
Cerca il Termine esatto
Cerca per titolo
Cerca nel contenuto
Search in posts
Search in pages
sentenza
Filtra per Categoria
Sentenze