12/09/2007 4828 Roma Consiglio di Stato

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Autorità:-- Consiglio di Stato

Data:-- 12/09/2007 -------------- Numero: -- 4828 -------------- Sede: -------------- Roma

Relatore:-- De Felice ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Salvatore

Premassima:

Natura della d.i.a. e inapplicabilità dell’art. 10 bis l. 241/90 all’ordine di non effettuare i lavori



Massima:
  • La d.i.a. non è uno strumento di liberalizzazione dell’attività, ma rappresenta una semplificazione procedimentale che consente al privato di conseguire un titolo abilitativo, sub specie dall’autorizzazione implicita di natura provvedimentale (favorevole), a seguito del decorso di un termine (30 giorni) della presentazione della denunzia.
  • La d.i.a. attività costituisce autocertificazione della sussistenza delle condizioni stabilite dalla legge per la realizzazione dell’intervento, sul quale la PA svolge un’eventuale attività di controllo che è prodromica e funzionale al formarsi (a seguito del mero decorso del tempo, non dell’effettivo svolgimento dell’attività) del titolo legittimante l’inizio dei lavori.
  • Il consolidamento del titolo non comporta che l’attività del privato possa andare esente da sanzioni quando sia difforme dal paradigma normativo, con la conseguenza che anche dopo il termine previsto per la verifica dei presupposti e dei requisiti di legge (30 gg.) l’Amministrazione non perde il potere di vigilanza e sanzionatorio attribuitole dall’ordinamento (cfr. CdS, IV, 30.6.2005 n. 3498).
  • L’ordine motivato di non effettuare i lavori di cui alla disciplina della d.i.a. non corrisponde all’atto di diniego di una istanza di parte di provvedimento favorevole e, quindi, non deve essere preceduto da preavviso di rigetto ex art. 10 bis, l. 241/1990.


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