11/02/2005 973 Napoli T.A.R. per la Campania

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Autorità:-- Tar per la Campagna

Data:-- 11/02/2005 -------------- Numero: -- 973 -------------- Sede: -------------- Napoli

Relatore:-- Maiello ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Guerriero

Premassima:

Massima:
  • Nel regime di comunione legale tra i coniugi, la costruzione di un manufatto su suolo di proprietà esclusiva di uno solo dei coniugi appartiene a quest’ultimo in virtù delle disposizioni generali in materia di accessione e non rientra, quindi, nella comunione medesima ex art. 177, comma 1, lett. b) del codice civile. Conseguentemente, la diffida a demolire va notificata esclusivamente al proprietario del suolo.
  • Il principio cosiddetto “dispositivo con metodo acquisitivo” operante nel processo amministrativo trova ragione di essere in riferimento solo ad atti e documenti formati ovvero custoditi dall’Amministrazione, per i quali, non essendovi un immediato e generalizzato accesso da parte del privato, più difficile potrebbe risultare l’assolvimento dell’onus probandi nei rigorosi termini di cui all’art. 2967 c.c. Il ricorrente, in tali ipotesi, è tenuto solo ad allegare un principio di prova, spostandosi, per il resto, a carico dell’amministrazione l’onere di fornire la prova contraria alle deduzioni esposte in domanda e di dimostrare la legittimità dell’atto impugnato. Viceversa, in tutti i casi nei quali sono nella piena disponibilità della parte gli elementi atti a sostenere la fondatezza della domanda giudiziale azionata, la regola generale dell’onere della prova trova integrale applicazione pure nel processo amministrativo.
  • La tendenziale stabilità dell’opera, fatta palese dalle caratteristiche costruttive, e la mancata dimostrazione di un vincolo di pertinenzialità di natura oggettiva, comportano l’applicazione del regime giuridico previsto per le nuove costruzioni, di cui elemento tipizzante è la subordinazione dell’attività edificatoria al previo rilascio della concessione edilizia. (Nel caso di specie si trattava di “un corpo di fabbrica in blocchi lapil – cemento completo di piano di calpestio in cls, mancante del solaio di copertura, misurante mt 3,00 x 4,50 per un’altezza media di mt. 3,00”).
  • La pertinenza urbanistica ha caratteristiche diverse da quella contemplata dal codice civile: si fonda su dati desumibili anche dalla normativa catastale; comporta l’impossibilità di destinazioni ed utilizzazioni autonome; si sostanzia nei requisiti della destinazione strumentale alle esigenze dell’immobile principale, risultante sotto il profilo funzionale da elementi oggettivi, dalla ridotta dimensione (sia in senso assoluto sia in relazione a quella al cui servizio è complementare), dall’ubicazione, dal valore economico rispetto alla cosa principale e dall’assenza del cosiddetto carico urbanistico.
  • Una volta accertata l’esecuzione di opere in assenza di concessione, non costituisce onere del Comune verificare la sanabilità delle stesse in sede di vigilanza sull’attività edilizia.
  • Il potere repressivo degli illeciti edilizi non è soggetto a prescrizione o decadenza.


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