10/10/2006 10240 Roma T.A.R. per il Lazio

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Autorità:-- T.A.R. per il Lazio

Data:-- 10/10/2006 10240 Roma T.A.R. per il Lazio -------------- Numero: -- 10240 -------------- Sede: -------------- Roma

Relatore:-- Giordano ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Giulia

Premassima:

I lotti ricompresi nei piani attuativi scaduti, solo eccezionalmente sono zone bianche.



Massima:
  • Un lotto gravato da un vincolo espropriativo derivante dall’approvazione di un piano di zona (che ha destinato l’area a “servizi pubblici”), rimasto inattuato o solo parzialmente attuato, ma che è decaduto per decorrenza dei termini senza l’attivazione delle procedure ablatorie, non può considerarsi “zona bianca”. Affinché la decadenza dello strumento attuativo determini la situazione del tutto peculiare di cui all’art. 4 l. 28 gennaio 1977, n.10 (limiti propri dei comuni sforniti di piano generale) è necessario, infatti, che difetti in tutto o in parte una disciplina desumibile dal P.R.G. (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 1° febbraio 1995, n. 163) e solo in via eccezionale è ravvisabile una tale indeterminatezza del P.R.G., da rendere le aree, interessate da decadenza del piano attuativo, prive di parametri urbanistici di riferimento, tanto da dovere essere assimilate alle cosiddette <zone bianche>, onde evitare insediamenti scoordinati, rispetto al contesto territoriale di riferimento.” (cfr. T.A.R. Lazio, II bis, n. 8418/2001 e n. 7479/2004, citate).
  • Così non è se, invece, il P.R.G. contiene, con riferimento alla zona in cui si trova il lotto, elementi e prescrizioni sufficienti a consentire una razionale e compatibile utilizzazione edificatoria dell’area. (Nel caso di specie trattavasi di area in Roma considerata come area destinata ad espansione e come tale edificabile, per la quale risultavano la divisione del territorio in zone, destinate a specifiche utilizzazione edificatorie, i vincoli e i caratteri da osservare in ciascuna di tali zone, la aree da riservare ad uso pubblico).
  • L’applicazione indiscriminata, nelle aree già vincolate da piani attuativi, della richiamata normativa paralizzatrice di qualsiasi nuova edificazione (art. 4, ultimo comma L. 10/77) non soltanto non è rispondente, in linea di principio, alla ratio a cui si conforma la disciplina delle c.d. zone bianche (assenza di programmazione urbanistica di rango primario), ma verrebbe a reintrodurre un vincolo di inedificabilità senza motivazioni e a tempo indeterminato, in contrasto con i principi consolidati e con evidenti profili di incostituzionalità” (cfr. T.A.R. Lazio, II bis, n. 7479/2001, cit.).


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