10/02/2011 36 Trento Tar Trentino Alto Adige

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Autorità:-- Tar Trentino Alto Adige

Data:-- 10/02/2011 -------------- Numero: -- 36 -------------- Sede: -------------- Trento

Relatore:-- Fiorenzo Tomaselli ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Lorenzo Stevanato

Premassima:

Modificazione della destinazione d’uso del sottotetto



Massima:
  • Non è la semplice finitura con intonaco e tinteggiatura “a civile”, né la pavimentazione in legno e nemmeno la presenza degli impianti elettrico, idraulico e termico che integra cambio di destinazione d’uso, posto che detti elementi sono compatibili con la possibile e legittima destinazione della soffitta a ripostiglio o a guardaroba. Tuttavia, nei locali ricavati nel sottotetto, oltre ad una serie di interventi e di rifiniture civili, è stato inserito l’arredamento proprio dell’uso residenziale (ad esempio, in una stanza, una scrivania con computer, cassettiera e sedia per ricavarne uno studio: cfr. la documentazione fotografica allegata al verbale di sopralluogo). Il tutto, “considerato nel suo insieme coordinato”, in parte legittimo e in parte no (cfr. C.d.S., sez. V, 12.10.2000, n. 5428), configura un uso tipologicamente diverso rispetto alla mera soffitta (ripostiglio/guardaroba).
  • Per valutare se sussista modificazione della destinazione d’uso del sottotetto deve tenersi conto delle oggettive attitudini funzionali acquisite da quei luoghi dopo i lavori e dopo essere stati arredati, pacificamente coincidenti con quelle di civile abitazione. In questi termini la modificazione d’uso è dunque da considerarsi soprattutto funzionale, ma non irrilevante, data la chiara estraneità dei visti allestimenti complessivamente considerati – integrata in particolar modo dalla presenza degli arredi – rispetto alla fruizione a mero deposito, che testimonia l’evidente intenzione dei ricorrenti di utilizzare quei locali per un ordinario uso residenziale (nella specie: stanza per studio), estendendo così la superficie della sottostante unità abitativa.
  • A fronte del fatto che i locali sono stati autorizzati quale mera soffitta, allorquando venga inserito, come nella specie, l’arredamento proprio dell’uso residenziale, non v’è dubbio che l’ingiunzione, per essere adempiuta, necessita che gli arredi incompatibili debbano essere rimossi.


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