08/06/2005 433 L’Aquila T.A.R. per l’Abruzzo

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Autorità:-- T.A.R. per l'Abruzzo

Data:-- 08/06/2005 -------------- Numero: -- 433 -------------- Sede: -------------- L'Aquila

Relatore:-- Rasola ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Balba

Premassima:

Denuncia di inizio attività – Effetti del decorso del termine di 30 giorni



Massima:
  1. Il termine entro il quale il Comune può esercitare il potere inibitorio previsto dall’art. 23 D.P.R. 380/01 (secondo cui la denuncia di inizio di attività va presentata 30 giorni prima dell’effettivo inizio dei lavori ed entro tale termine può essere inibita la esecuzione delle previste trasformazioni ove si riscontri l’assenza di una o più delle condizioni normativamente previste) è perentorio, sia per la certezza dei rapporti giuridici, sia perché, ove la norma introduce una limitazione temporanea allo jus aedificandi, che è facoltà attinente al diritto di proprietà, detta limitazione temporanea non può che avere carattere perentorio, non potendo lasciarsi al mero arbitrio dell’Amministrazione la disponibilità di siffatto diritto, costituzionalmente garantito (cfr. TAR Piemonte, sez. I, 16.1.2002, n. 70; TAR Sicilia, Catania, sez. I, 3.7.2001, n. 1315; TAR Friuli Venezia – Giulia, 30.1.2001, n. 18). Ove, pertanto, dopo la presentazione della denuncia di inizio di attività, decorra infruttuosamente il termine di trenta giorni previsto dalla normativa suindicata, la conseguenza che da ciò deriva è la formazione dell’autorizzazione edilizia implicita (cfr. C.d.S., sez. VI, 4.9.2002, n. 4453).


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