08/03/2013 584 Salerno T.A.R. per la Campania

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Autorità:-- Tar per la Campagna

Data:-- 08/03/2013 584 Salerno T.A.R. per la Campania -------------- Numero: -- 584 -------------- Sede: -------------- Salerno

Relatore:-- Francesco Gaudieri ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Luigi Antonio Esposito

Premassima:

Realizzazione dell’opera pubblica, in assenza di tempestivo provvedimento di esproprio.



Massima:
  1. In caso di realizzazione dell’opera pubblica, in assenza di tempestivo provvedimento di esproprio, laddove parte ricorrente chieda, oltre al pagamento dell’indennità di occupazione illegittima, anche il risarcimento del danno ex art. 2043 c.c., e non anche la restituzione in forma specifica del bene, in nessun caso, neppure a fronte della sopravvenuta irreversibile trasformazione del suolo per effetto della realizzazione dell’opera pubblica e nonostante l’espressa domanda in tal senso di parte ricorrente, è possibile giungere ad una condanna puramente risarcitoria a carico dell’amministrazione, poiché una tale pronuncia postula l’avvenuto trasferimento della proprietà del bene per fatto illecito dalla sfera giuridica del ricorrente, originario proprietario, a quella della P.A. che se ne è illecitamente impossessata: esito, questo (comunque sia ricostruito in diritto: rinuncia abdicativa implicita nella domanda solo risarcitoria, ovvero accessione invertita), vietato dal primo protocollo addizionale della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (cfr. T.A.R. Calabria-Catanzaro, Sez. I, 1 luglio 2010, n. 1418). Donde la necessità di un passaggio intermedio, finalizzato all’acquisto della proprietà del bene da parte dell’ente espropriante (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 16 novembre 2007, n. 5830; T.A.R. Campania-Salerno, Sez. II, 14 gennaio 2011, n. 43; T.A.R. Campania-Napoli, Sez. V, 5 giugno 2009, n. 3124). Tale passaggio, allo stato della legislazione vigente, è costituito senz’altro dall’art. 42 bis D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327  Ed allora, affinché possa essere soddisfatto l’interesse primario della parte lesa, volto al risarcimento del danno da perdita del bene, deve imporsi all’amministrazione di rinnovare la valutazione di attualità e prevalenza dell’interesse pubblico all’eventuale acquisizione dei fondi per cui è causa, adottando, all’esito di essa, un provvedimento col quale gli stessi, in tutto od in parte, siano alternativamente:
    a) acquisiti non retroattivamente al patrimonio indisponibile comunale;
    b) restituiti in tutto od in parte ai legittimi proprietari, previo ripristino dello stato di fatto esistente al momento dell’apprensione, entro novanta giorni.
    Nel primo caso, il provvedimento di acquisizione:
    – dovrà specificare se interessa l’intero compendio occupato o solo parte di esso, disponendo la restituzione del fondo rimanente entro novanta giorni, previo ripristino dello stato di fatto esistente al momento dell’apprensione;
    – dovrà prevedere che, entro il termine di trenta giorni, ai proprietari in solido sia corrisposto il valore venale del bene, nonché un indennizzo per il pregiudizio non patrimoniale, forfetariamente liquidato nella misura del dieci per cento del medesimo valore venale;
    – dovrà recare l’indicazione delle circostanze che hanno condotto all’indebita utilizzazione dell’area e la data dalla quale essa ha avuto inizio e dovrà specificamente motivare sulle attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico che ne giustificano l’emanazione, valutate comparativamente con i contrapposti interessi privati ed evidenziando l’assenza di ragionevoli alternative alla sua adozione;
    – dovrà essere notificato ai proprietari e comporterà il passaggio del diritto di proprietà sotto condizione sospensiva del pagamento delle somme dovute, ovvero del loro deposito effettuato ai sensi dell’art. 20, comma 14, D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327;
    – sarà soggetto a trascrizione presso la conservatoria dei registri immobiliari a cura dell’amministrazione procedente e sarà trasmesso in copia all’ufficio istituito ai sensi dell’art. 14, comma 2, D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327, nonché comunicato, entro trenta giorni, alla Corte dei conti, mediante trasmissione di copia integrale. I termini sopra esposti, in quanto disposti nell’interesse dei ricorrenti, potranno essere aumentati su autorizzazione scritta da parte di questi ultimi e tutte le questioni che dovessero insorgere nella fase di conformazione alla decisione potranno formare oggetto di incidente di esecuzione e risolte, se del caso, tramite commissario ad acta.
    Sia nel caso a) che nel caso b), il provvedimento da emanarsi dovrà contenere la liquidazione, in favore dei ricorrenti, di una somma in denaro a titolo risarcitorio, pari all’applicazione del saggio di interesse del cinque per cento annuo sul valore venale dell’intero bene occupato, per tutto il periodo di occupazione illegittima e terminerà solo con l’acquisizione della proprietà da parte del comune ovvero con la riconsegna del bene.


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