04/05/2006 2488 Roma Consiglio di Stato

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Autorità:-- Consiglio di Stato

Data:-- 04/05/2006 -------------- Numero: -- 2488 -------------- Sede: -------------- Roma

Relatore:-- Carlo Deodato ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Paolo Salvatore

Premassima:

L’asservimento non comporta inedificabilità assoluta del fondo asservito



Massima:
  • L’istituto dell’asservimento serve ad accrescere la potenzialità edilizia di un’area per mezzo dell’utilizzo, ivi, della cubatura realizzabile in una particella contigua e del conseguente computo anche della superficie di quest’ultima, ai fini della verifica del rispetto dell’indice di fabbricabilità fondiaria.
  • La possibilità di computare la superficie di un lotto vicino, ai fini della realizzazione, in un altro lotto, della cubatura assentibile in quello asservito, si fonda sul rilievo della indifferenza, per il Comune, della materiale ubicazione degli edifici, posto che l’interesse dell’amministrazione si appunta sulla diversa verifica del rispetto del rapporto tra superficie edificabile e volumi realizzabili nell’area di riferimento e, cioè, dell’indice di fabbricabilità fondiaria.
  • Per l’asservimento i fondi non devono necessariamente essere adiacenti, potendo anche essere significativamente vicini (Cons. St., sez.V, 30 ottobre 2003, n.6734), devono avere la medesima destinazione urbanistica (Cons. St., sez.V, 3 marzo 2003, n.1172), e il vincolo deve ritenersi invalido ed inefficace quando risulta apposto in violazione, o in elusione, della prescrizione urbanistica che impone, in una determinata zona, una superficie minima dei lotti, ai fini della loro edificazione (Cons. St., sez.V, 10 marzo 2003, n.1278).
  • Il fondo asservito resta, per effetto del relativo atto negoziale, inedificabile (Cons. St., sez.V, 28 giugno 2000, n.3637), ma l’inedificabilità del fondo asservito non è assoluta, bensi’ va intesa come consumazione della sua autonoma suscettibilità di sfruttamento edilizio. Il lotto asservito non può più essere edificato sulla base del computo della cubatura già irrevocabilmente ceduta con l’atto di asservimento, ma non sussiste un divieto assoluto del suo sfruttamento edilizio (alla stregua di una servitus inaedificandi).


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