02/03/2007 64 Palermo Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana

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Autorità:-- Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana

Data:-- 02/03/2007 -------------- Numero: -- 64 -------------- Sede: -------------- Palermo

Relatore:-- Virgilio ------------------------ -------------- Presidente: -------------- Virgilio

Premassima:

Oneri di urbanizzazione.



Massima:
  • Il contributo di urbanizzazione ha natura corrispettiva, a differenza del costo di costruzione, la cui natura è controversa e che, secondo parte della giurisprudenza, costituirebbe una prestazione di natura tributaria (v. Cass. 27 settembre 1994 n. 7874, C.d.S. sez. V 462/1997, C.G.A. 203/1999).
  • Il contributo di urbanizzazione ex art. 11 secondo comma della L. 28 gennaio 1977 n. 10 deve essere determinato al momento del rilascio della concessione ed è quindi a tale momento che occorre avere riguardo per la determinazione della entità del contributo facendo perciò applicazione della normativa vigente al momento del rilascio del provvedimento concessorio (sez. V 25 ottobre 1993 n. 1071, 12 luglio 1996 n. 850, 6 dicembre 1999 n. 2058, sez. IV 19 luglio 2004 n. 5197). Ne consegue che sono irretroattive le determinazioni comunali a carattere regolamentare con cui vengono stabiliti i criteri generali e nuove tariffe e/o modalità di calcolo per gli oneri di urbanizzazione. Va ribadita l’integrale applicazione del principio tempus regit actum e, quindi, la irrilevanza ed ininfluenza di disposizioni tariffarie sopravvenute (anche se di poco) rispetto al momento del rilascio della concessione edilizia (C.G.A. 7 agosto 2003 n. 289).
  • Le delibere comunali che dispongono l’adeguamento degli oneri di urbanizzazione a far tempo dal primo gennaio dell’anno successivo alla loro emanazione, possano trovare applicazione esclusivamente per le concessioni rilasciate appunto a far tempo dal primo gennaio dell’anno cui si riferiscono e non anche per quelle rilasciate in epoca anteriore.
  • Neppure possono trovare applicazione le delibere le quali, adottate in corso di anno, pretendano di fissare la loro applicazione retroattivamente e cioè a partire dall’inizio dell’anno medesimo. Nessuna delibera non può valere che per l’anno o la frazione di anno successiva alla sua adozione.
  • L’esercizio dell’autotutela in vicende aventi ad oggetto non tanto la legittimità degli atti, quanto il rapporto di credito e debito derivante dalla applicazione di una determinata normativa, non può non risultare condizionato dalle disposizioni di carattere civilistico che disciplinano il sorgere modificarsi ed estinguersi dei reciproci diritti ed obblighi.


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